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MAMMY WATA: LA DIVINITA’ DELL’ACQUA IN AFRICA NERA


L’Africa ha anche le sue vie di salvezza paragonabile alla purezza e alla bellezza esteriore ed interiore. Per capire questo occorre immergersi nel mistero della sua spiritualità che non ha nulla a che vedere né con il cristianesimo classico né con l’islam né tantomeno con altre religioni giunte ed abbracciate in Africa Nera, da sempre terra di confini e di accoglienza delle diversità. Una delle vie africane a questa idea di salvezza che tradotta in termini più semplici che è la bellezza, è quella della conoscenza di una delle sue figure spirituali più conosciute, più temute, più venerati e più affascinanti. E’ la figura della MAMMY WATER che in effetti è un linguaggio pidgin inglese (Mammy= Mother water). La Mammy Wata come la chiamiamo noi nei paesi della Costa Occidentale dell’Africa Nera, per intenderci nel Golfo della Guinea, in Togo, Benin, Ghana, Nigeria, Costa d’Avorio è la Dea dell’Acqua. E’ una sorta di DIVINITA’ legata all’acqua che ne costituisce il suo ambiente vitale e di azione. E’ anche la protettrice dell’acqua e di tutte le creature che in essa si procreano e vi vivono. Mammy questo Spirito sublime, candido e sereno esprime per antonomasia l’idea della Bontà, della Bellezza, della Fertilità e dell’Abbondanza nonché la visione della Purezza che crea, trasforma e si rinnova continuamente. Mammy Wata è appunto la DIVINITA’ della rennaissance del corpo, dello spirito e della psiche dell’individuo come direbbero gli occidentali. Per noi africani di questi paesi delle antiche tradizioni Vodoun, Mammy Wata è la Divinità che ci avvolge di quello che è necessario per stare sempre a passo con l’Umanità e con l’Umano che che siamo o incontriamo. Mammy Wata è dunque oltre ad essere l’Entità divino-spirituale, è il soggetto femminile della Divinità stessa. E’ la Dea dell’Acqua, dei profumi, delle danze del corpo e del tatto. I colori che vengono attribuiti a Mammy Wata e che vengono spesso adottati dai suoi addetti sono: Il bianco, il blu mare, il blu celeste oppure semplicemente il non colore. Di fatti qualche volta l’immagine-simbolo che è la sirena che la rappresenta, la ritrae nuda con sguardi puliti e puri e non maliziosi ed erotici.

Un particolare: Vorrei solo dire che Mammy Wata è stata anche tra le divinità africane che hanno accompagnato nei secoli gli schiavi africani deportati in Brasile e nelle Americhe dove tutt’ora esprimono i culti della Divinità dell’Acqua, Mammy wata appunto con appellativi diversi, ma sempre legati alla spiritualità africana delle loro origini.

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